La città è la cresta
Segovia sta su uno stretto sperone di roccia tra l'Eresma e il Clamores. L'acquedotto romano segna l'estremità bassa; l'Alcázar sporge sulla gola all'altra. Cammini perché il centro antico è quella cresta, e le viuzze scendono ai lati.
- Il 13 dicembre 1474, Isabella fu proclamata regina di Castiglia nella piazza principale, presso la chiesa di San Miguel. Segovia controllava già il valico del Guadarrama, così il castello e la piazza del mercato condividono la stessa roccia.
- Calle Real, oggi per lo più Calle de Juan Bravo, percorre la spina dall'acquedotto verso la cattedrale. Casa de los Picos e le altre case nobili si affacciano su quella strada. Dietro le facciate il terreno cade verso il Clamores da un lato e l'Eresma dall'altro.
- La gente passa ancora sotto gli archi dell'acquedotto per attraversare la Plaza del Azoguejo. La sera ripercorre la cresta, quando il granito si è raffreddato.
Cosa mangiare

Cochinillo asado — Il maialino arrosto al forno a legna era il pasto pesante delle locande che servivano i viaggiatori che attraversavano il Guadarrama. I mesones di Segovia lo servono ancora come il lungo pranzo di mezzogiorno.

Judiones de La Granja — Questi grandi fagioli bianchi crescono a La Granja de San Ildefonso, nelle colline più fresche appena a sud di Segovia. Le cucine di fattoria li stufavano con maiale, e il piatto resta legato a quella valle.
Chorizo de Cantimpalos — Cantimpalos, a circa quindici chilometri a nord della città, stagiona la carne di maiale nell'aria secca invernale dell'altopiano. La salsiccia porta il nome del paese perché quel clima completa la carne.
Ponche segoviano — Una fitta torta alle mandorle venduta per la prima volta a Segovia nel 1926 da un pasticcere di nome Frascuelo. I negozi sulla cresta la tagliano ancora a fette spesse.
Prima di partire
Non dimenticare il biglietto
Se vuoi l'interno, compralo prima. Il percorso si fa comunque dalla strada.
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